STUDIO ILLEGALE

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Blogger: duchesne
Io sono un professionista serio. Ultimamente non sto molto bene.

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lunedì, 04 febbraio 2008

MANCHI SOLO TU


Sono stato in trasferta a Londra.

Con questa, a Londra ci sono stato otto volte. “Duchesne è bella Londra, eh?” “E’ bella sì”, dico io. “Porca vacca se è bella”, aggiungo muovendo su e giù la testa come se avessi molto freddo. Poi aggiungo “Certo che Mastella però, cioè, insomma, eh…”, giusto per cambiare discorso. Perché io Londra non è che l’ho vista bene. Anzi.

Prima di partire, mi compro ogni volta una guida nuova (ho la Lonely Planet, la Clup Guide, la Touring Club, la Routard, e anche una piantina disegnata con la penna rossa da Eleonora, la mia ex, con l’indicazione di un negozio che vende borsette particolari coi brillantini, che non riuscii a comperarle) e mi butto giù un percorso notturno di visita, da seguire una volta completati i doveri professionali. Poi, però, tutto va sempre in un altro modo. Salgo su un aereo. Atterro. Prendo un taxi. Finisco in un albergo con i gabinetti più grossi del mio salotto. Faccio colazione coi salamini e il formaggio gommoso. Entro in qualche sala riunioni. Ci sto dentro per un paio di giorni. Ritorno in albergo. Riprendo l’aereo. Torno a casa.

L’abbazia di Westminster, il Big Ben, Kensington Palace, il Tower Bridge, la Tower of London, Buckingham Palace, Piccadilly Circus, io li ho visti dal taxi, una volta che ho deciso di farmi scorrazzare a spese di una nota società attiva nel campo dell’energia. Il taxista era turco. Mi invitò anche a casa. Devo essergli sembrato molto simpatico. O forse molto stupido e voleva finire di rapinarmi con tutta tranquillità.

Questa volta però sono partito ottimista. Quando Giuseppe mi ha detto che si trattava di partecipare a una due diligence di livello globale con professionisti da studi illegali di ogni parte del mondo – ognuno a rivedere la propria parte (“Quei tre o quattro contrattini che tu, Duchesne, te li mangi a colazione” “Ma cosa i contrattini?” “Ma no, i colleghi. Ma anche i contrattini”) – ho pensato che mi cascava proprio bene. Orari d’ufficio e, chiusa la data room, un giro per la capitale. Questa volta salgo pure sul London Eye, mi sono ripromesso, mettendo la macchinetta fotografica nel trolley.

Ora, devo aprire una piccola parentesi per coloro che non hanno molta confidenza con certe pratiche contro natura come le due diligence. Già stare seduto dieci ore in una stanza a rivedere carte su carte, contratti su contratti, e segnare in una tabellina le parti, la data, l’oggetto, la durata, la change of control clause, il recesso, la clausola arbitrale, non c’è la firma, manca una pagina, dov’è la macchinetta del caffé, mi chiama uno psicologo, non era forse l’obiettivo che mi prefiggevo quando passavo le giornate a studiare in Sala Crociera.

Oggi, tuttavia, il sistema è stato addirittura modernizzato. Per evitare di doversi recare tutti nel luogo dove sono depositati i documenti d’analizzare, tali documenti vengono scannerizzati e immessi in una stanza virtuale cui si accede con apposita password. Io lo scoprii tre anni fa, un giorno che stavo partendo per Parma e fui bloccato da Giuseppe che ero già quasi in stazione. Giuseppe aveva inteso che la data room virtuale (così si chiama il sito in cui vengono caricati i documenti) fosse virtuale perché c’erano pochi documenti.

- “Ma pensa ai vantaggi”, disse Giuseppe, “massima sicurezza, massima privacy, si può procedere alla revisione direttamente dal proprio computer senza trasferirsi a Parma, anche se a Parma devo dire che c’è un bel movimento di… eh eh eh… comunque… non si è costretti a sospendere il lavoro quando la data room chiude, si può andare avanti ad oltranza, anche di notte se poi uno vuole, e a noi che ce ne frega, siamo liberi professionisti, mica abbiamo da timbrare il cartellino, con risparmio incredibile sulle tempistiche e sulle spese del cliente.”
- “Non ho capito bene i vantaggi.”

Nulla. I vantaggi erano fondamentalmente quelli: passare quattordici ore fissando sullo schermo del PC una mole di documenti scannerizzati, ma il cui originale era al sicuro a distanza di centinaia quando non migliaia di chilometri. Beh, in effetti, ho detto, è ben sorprendente. E poi sono diventato triste. Passai tre o quattro giorni in ufficio a riveder contratti, con i piedi appoggiati sul trolley.

Fatta la premessa, ora sarà più comprensibile quanto il progresso segua strade particolari.

A Londra sono stato chiuso in una stanza con un PC preparato apposta per me su cui erano stati caricati tutti i documenti.

- “Ma porca puttana” ho esordito in italiano e poi ho continuato in inglese “ma non potevo starmene a Milano, allora?”

Mi hanno spiegato che il sistema presenta delle falle, ci sono stati alcuni avvocati che hanno pensato di essere i più furbi e sono riusciti a stamparsi i documenti e via a vanificare gli sforzi di chi ha fatto tanto per scannerizzare pagina per pagina migliaia di documenti nel nome della riservatezza, che oggi invece girano per gli studi come fossero volantini di un outlet, alla faccia sempre della riservatezza. “A parte” ho detto io, “che voi date troppo peso a questa storia della riservatezza che io mi chiedo a chi gliene frega del vostro statuto, ma chi, chi può avere fatto una cosa del genere?” e intanto pensavo a Sodarini, il nostro tecnico IT, che mi ha aiutato tante volte a violare il sistema nel corso di precedenti due diligence, tanto che pure Giuseppe, interessatosi al fenomeno, ha detto “deve ancora nascere il computer che mette nel sacco l’avvocato, ah, Garry Kasparov la tua lezione non è stata vana”. E pure io avevo sorriso.

E mentre ricominciavo a sorridere, gli inglesi mi hanno spiegato che comunque anche questo sistema aveva dei vantaggi e hanno ripreso la solfa della privacy, della confidentiality, del fermarsi anche la notte volendo. E ho smesso immediatamente di sorridere.

Sono stato tre giorni a Londra e ho visto atti costitutivi, contratti, documentazione di employment, finanziamenti, IP, tutto. La sera prima di partire sono sceso a fare il check-out. Mentre la receptionist calcolava il numero di pacchetti di noccioline che ho fatto fuori, come sempre ho preso una cartolina, una di quelle distribuite dagli alberghi con una foto di qualche monumento e sotto le cinque stelle e il nome dell’hotel. Ho scritto saluti da Londra e ho chiesto alla ragazza di farla inviare.

Non vedo l’ora che arrivi. Mi piace ricevere la posta. Su questa cartolina, poi, c’è il London Eye.
postato da: duchesne alle ore 09:58 | link | commenti (585)
categorie:

Commenti
#1   04 Febbraio 2008 - 10:02
 
evvai! iniziamo con un nuovo blog!

Ragazzi, qualcuno di Torino??
utente anonimo

#2   04 Febbraio 2008 - 10:04
 
primo commento, sono onorato, con tutta la gente che lo aspettava...
utente anonimo

#3   04 Febbraio 2008 - 10:11
 
pattern recognition (W.Gibson)
utente anonimo

#4   04 Febbraio 2008 - 10:16
 
Fortunatissimo ai livelli di Fantozzi...
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#5   04 Febbraio 2008 - 10:19
 
Anche io mi auto-spedisco le cartoline, oppure, più spesso, le mando al gatto, che mi aspetta a casa...
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#6   04 Febbraio 2008 - 10:19
 
ma è triste...

:(

Cornetti?!
Caffè?!
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#7   04 Febbraio 2008 - 10:47
 
alleluia
amaro e pago
grazie duch
utente anonimo

#8   04 Febbraio 2008 - 11:00
 
beh se in 26 anni (o 27, o 28, o nn so) sei stato a Londra solo per lavoro, non puoi neanche prendertela con il tuo studio....sarebbe stato più reale e divertente lo stesso post, ambientato però in una carina città di provincia, come Parma.

ciao
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#9   04 Febbraio 2008 - 11:12
 
JubiabaM non mi sembra che la lamentela fosse non avere visto Londra
utente anonimo

#10   04 Febbraio 2008 - 11:34
 
In definitiva, l'usanza di auto-scriversi le cartoline l'ha inventato Mr. Bean oppure no?
utente anonimo

#11   04 Febbraio 2008 - 11:36
 
Ma caro Duchesne, perchè non appendi l'impermeabile da avvocatuccio in carriera al chiodo e vieni in Giamaica con me? Ci apriamo un bar sul spiaggia e stiamo scalzi tutto l'anno.. ;) Alessandra.
utente anonimo

#12   04 Febbraio 2008 - 11:39
 
#9, se leggi bene il post, parla di luoghi magici di londra visti solo dal taxi, di una macchina fotografica pronta per essere utilizzata...poi il resto del post illustra anche la due diligence. Ma io valuto nel complesso.....
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#13   04 Febbraio 2008 - 11:42
 
mamma mia che tristezza.. mi è venuto un groppo in gola. Ma chi te lo fa fare? Duch, io preferirei fare lo spazzino piuttosto ceh il tuo lavoro. Giuro. Sei uno schiavo.
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#14   04 Febbraio 2008 - 12:05
 
ma quindi hai fatto la Statale!!! questo ti fa sentire ancora più vicino, se possibile.
utente anonimo

#15   04 Febbraio 2008 - 12:06
 
Tu la vedi la luce del sole Duch? Perché io quando sono in "trasferta" entro prima che sorga il sole e esco che sta quasi tramontando la luna... so cosa significa vedere il mondo dal finestrino di un taxi... tanto che quando mi dicono che stanno valutando come location Valencia o Sesto San Giovanni, io spero in Sesto...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lilyce

#16   04 Febbraio 2008 - 12:08
 
triste...tristissimo...
utente anonimo

#17   04 Febbraio 2008 - 12:14
 
troooooooooppo triste... salvate il soldato duch
utente anonimo

#18   04 Febbraio 2008 - 12:18
 
giuseppe ne sa.
utente anonimo

#19   04 Febbraio 2008 - 12:21
 
Ah, la Sala Crociera! Quanti ricordi...

utente anonimo

#20   04 Febbraio 2008 - 12:25
 
tristenji

assoluta tristezza.
Quando si arriva a spedirsi le cartoline da soli, vuol dire che è giunto il momento in cui si DEVE partire per un lungo, interminabile viaggio alla ricerca di se stessi e non si torna finchè non ci si ritrova.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente krisu

#21   04 Febbraio 2008 - 12:25
 
mo zaaaao!! mo mi stavo zà preoccupaando! bentornato!
silviam.
utente anonimo

#22   04 Febbraio 2008 - 12:33
 
Ma certo. E' questo il punto, altro che Londra. Nelle auguste aule delle nostre facoltà di legge c'era sempre una minoranza di studenti interessati alla professione forense per ragioni di soldo. C'era una maggioranza di iscritti perchè non sapevano bene che strada prendere (e a giurisprudenza non serve la matematica). C'era infine una minoranza di studiosi di diritto, giovani brillanti (almeno, così ci piace pensare) che sognavano, un domani, di fare qualcosa di utile per la società. Il primo gruppo si è perso, ed alcuni addiritura si sono convertiti, finendo ad esempio in magistratura, dove certo non si guadagna. Il secondo gruppo è sparso tra la PA, onesti studi legali di secondo o terz'ordine e varianti. Il terzo gruppo, infine, salvo poche eccezioni (magistratura, volontariato, studi che si occupano di penale c.d. nero per i poveracci, o di diritto dell'immigrazione, etc etc) è stato reclutato da studi illegali, agenzie di consulenza, banche. Perchè?
Giongion
utente anonimo

#23   04 Febbraio 2008 - 12:35
 
beh dai...la mia prima trasferta è stata a.....ROZZANO!!!!!
Direi che non posso che migliorare..anche fosse solo per rinchiudermi in una stanza di Hotel
utente anonimo

#24   04 Febbraio 2008 - 12:37
 
quanti ricordi sì in Sala Crociera... e la tessera delle fotocopie che mi si smagnetizzava un giorno sì e un giorno no...
utente anonimo

#25   04 Febbraio 2008 - 12:43
 
Ps Dell'utilità di un blog come questo
Al di là di una certa dose di (forse non innocua) Schadenfreude, di cui peraltro non smetto mai di stupirmi, penso che la funzione di un blog come questo, per il quale mi sento di ringraziare il Nostro, sia di far capire che dietro ogni avvocato d'affari c'è un uomo. Perchè siamo troppo abituati a vedere squali attorno, il cui unico scopo è fare carriera. Magari lo squalo tiene un blog, in cui confessa il suo disorientamento. Magari lo squalo è Duch, e noi non lo sappiamo. Magari tutti i colleghi attorno, o la gran parte, si pongono domande come quelle che ci poniamo noi. Il brutto di tutto ciò è che l'ambiente degli studi illegali obbliga al conformismo, a soffocare i propri dubbi e le proprie paure e a combattere. Il bello è che esistono blog come questo, e il battagliero avvocato d'affari si riconosce in Duch, si ricorda d'essere uomo e, magari, si sente un po' meno solo.
Giongion
utente anonimo

#26   04 Febbraio 2008 - 13:00
 
La virtual data room è veramente una cosa diabolica. L'accorgimento per motivi di riservatezza della virtual data room in prigione a Londra, poi, è davvero stupendo. Immagino che il pc in questione fosse privo di accesso a internet e che alla fine dell'esercizio fosse prevista una perquisizione anti-chiavetta usb all'uscita (se no casca il palco)..
Ciò detto: in ogni trasferta londinese c'è sempre un po' di margine di abuso malandrino. Basta impegnarsi un minimo. L'idea di Duchesne sfigato che rientra in albergo e mangia il formaggio gommoso è esilarante ma credo serva più che altro al racconto. La maggior parte dei professionisti seri che conosco non sono esattamente dei giovani Briatore, ma non ne conosco nemmeno uno che in trasferta a Londra non abbia approfittato almeno un po' della situazione, e non sia andato a divertirsi a spese del cliente, animato tra l'altro dal rancore tipico di queste situazioni...
utente anonimo

#27   04 Febbraio 2008 - 13:50
 
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/lavoro-ufficio/lavoro-ufficio/lavoro-ufficio.html
che ne dite?
utente anonimo

#28   04 Febbraio 2008 - 13:59
 
Anche io ero a Londra poco tempo fa.

Ero asserragliata in una meeting room in pieno centro e mi sentivo in ostaggio. Ho financo sviluppato la sindrome di Stoccolma nei confronti del cliente pancione che mi aveva rapita e costretta ad assistere ad interminabili negoziazioni su temi di squisito profilo tecnico-giuridico quali le componenti della definizione di Net Financial Position da inserire nel contratto.

Faceva un freddo porco: non mi abituero' mai al vezzo anglosassone di tenere l'aria condizionata accesa a palla anche d'inverno, ma cosa aspettarsi, in fondo, da una nazione che ha prodotto mostri eugenetici quali Liz Hurley o Victoria Beckam che a -15 sgambettano allegre senza calze?

E cosi', fissando la finestra bagnata di pioggia, mi sentivo in trappola come un pesce finito nella rete di un rimorchiatore siberiano.

Gia', perche' mentre si svolgeva questa riunione utile solo per fatturare 8 ore di meeting e 4 di travelling time al pancione, io mi trovavo esattamente a 3 minuti in linea d'aria da Oxford Circus nel periodo dell'anno in cui la popolazione femminile, compatta, affila le carte di credito pronta alla pugna: LONDON SALES were on!

Cosi', mentre intorno a me si cincischiava di expected budget ed EBITDA (per i profani, siglia che sta per Earnings Before Interest,Taxes, Depreciation and Amortization) io trattenevo le lacrime al pensiero che l'unica DEPRECIATION che contasse nella mia vita era il 50% sui sandali di Jimmy Choo.

Alla fine, dopo essermi arrovellata su mille possibili scuse da adottare per fuggire da quella stanza, l'unica che sono riuscita ad escogitare e' stata di far credere che il mio volo decollasse un'ora prima. Sono uscita dal palazzo correndo come quel detenuto in "Fuga da Alcatraz", mi sono scapicollata su Oxford Street, mi sono fatta largo tra la calca e, pur con l'ingombro del mio trolley in una mano e della ventiquattrore nell'altra, sono riuscita ad afferrare un abito da sera e, senza ovviamente avere il tempo di provarlo, a strisciare la mia carta di credito almeno una volta.

Non serve che vi dica che quell'abito mi cade addosso come un sacco di iuta e che il commento piu' positivo che ho ricevuto al riguardo e' stato: "Carino il vestito Lady. Un po' largo forse: sarai mica incinta?".

Perfida, perfida Albione.


Lady Windermere
utente anonimo

#29   04 Febbraio 2008 - 14:19
 
bravo 26... mi pare che molti prendano per oro colato le grandissime trovate di duch, senza rendersi conto che molto è anche provocazione a fini di racconto..
gli ultimi che ricordo io in missione a Londra sono finiti da Hakkasan a spese di una nota banca d'affari, scegliendo il vino sulla base del noto principio da studio illegale: "quasi-quello-che-costa-di-più"
utente anonimo

#30   04 Febbraio 2008 - 14:34
 
Quando si viaggia a spese dei clienti, all'estero o in italia, la guida Michelin è d'obbligo. Poi magari si passa da McDonald perché le porzioni in certi ristoranti non sono ... ristoratrici ma il gusto di andare in certi posti non ha prezzo!
utente anonimo

#31   04 Febbraio 2008 - 15:10
 
La domanda che più ci assale è: che ne sarà di noi? Siamo un gruppo di amici, giovani trainees, ognuno lavora in uno studio illegale diverso, internazionale o indipendente, e siamo entrati in questo mondo tempo fa, era il 2005. Viviamo e condividiamo quotidianamente sogni, speranze, angosce, tristezze, delusioni, tensioni per l'esame, attesa degli esiti...tutte cose che sono riportate dal Duca o da chi altro scrive nel blog. Tutte condizioni proprie del nostro essere praticanti, avvolti da quest'aura di decadentismo che avvolge la professione illegale ed i suoi protagonisti. Certo, la professione non è quella che ognuno di noi si immagina prima di entrarvi, ma la colpa è solo di chi ci lavora, dello spirito con cui si affrontano le vicende quotidiane, in cui se non si è dannati e lamentosi, vuol dire che non si è nessuno. Sarà per la nostra giovane incoscenza, ma vogliamo credere che non sarà così per sempre, che si possono affrontare con il sorriso le difficoltà quotiane e di certo l'amicizia che ci lega ci fa vivere in maniera + lieve la quotidianità e ci dà un sorriso giornaliero ed 1 speranza x il futuro.

Alleghiamo queste strofe che esprimono a pieno l'evoluzione del nostro animo

"Eravamo 5 amici al GB bar,
che volevano scopare il mondo,
destinati a qualche cosa in più,
che a una sorca sola ed un impiego al banking
si parlava con volgarità, di figa e di libertà
tra un cotto del monferrato, robiolina ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi scoperò....

Saluti a tutti

Giovane Puppo
Equity partner

Mpari & Partners LLP
utente anonimo

#32   04 Febbraio 2008 - 15:13
 
dimenticavo l'indirizzo....

Mpari & Partners LLP
Via della Sbroda, 69
Sodoma
utente anonimo

#33   04 Febbraio 2008 - 15:18
 
Carino il post, ho però il dubbio che sia successo qualcosa che NON racconti, forse per non rendere il racconto riconoscibile.
Per #3: perchè pattern recognition ?
Amo anche io Gibson da morire ma non ho capito bene il nesso :)
Avvocato Samoano
utente anonimo

#34   04 Febbraio 2008 - 15:20
 
???
utente anonimo

#35   04 Febbraio 2008 - 15:22
 
che invidia per Duch, pensavo che gli studi illegali avessero abbandonato da tempo la possibilità di andare in biz class, mi pare un privilegio per pochi strapagati ormai...
utente anonimo

#36   04 Febbraio 2008 - 16:13
 
"macchinetta fotografica"???
duchesne, hai per caso studiato a padova?
utente anonimo

#37   04 Febbraio 2008 - 16:23
 
no, a padova non c'è la sala crociera
utente anonimo

#38   04 Febbraio 2008 - 16:24
 
allora, duchesne è di padova!
utente anonimo

#39   04 Febbraio 2008 - 16:24
 
non c'e' nessuna sala crociera a Padova. per gl'intenditori: aule studio del cortile nuovo. in particolare, aula studio affrescata (un bel colpo d'occhio, ma a guardare bene, da vicino, si scoprivano particolari...) e "sala per le studentesse". poi ovviamente c'erano le aule nelle ore buche. direi tutte escluse ederle e gabbin. per i più ardimentosi, aule dei dipartimenti.
utente anonimo

#40   04 Febbraio 2008 - 16:26
 
cos'è la Sala Crociera?
utente anonimo

#41   04 Febbraio 2008 - 16:39
 
mi ha messo tristezza il tuo racconto..

coraggio
utente anonimo

#42   04 Febbraio 2008 - 17:18
 
Io la data room virtuale la odio!
A me personalmente, poi, non serve molto rivedere i contratti, mi serve intervistare con crudeltà il capo del personale e vedere se lo metto in imbarazzo. Io ci perdo diottrie sulle liste dipendenti. Avverto il senso di inutilità e mi sale su un'irritazione grande a non poter evidenziare, sottolineare, appuntare.... E' per questo che i nostri validi tecnici IT ci supportano nei break delle sicurezze... Giusto?
Duc, ma questi non sono semplici inglesi, sono dei torturatori!!! Farti arrivare fino a là per poi ammanettarti al PC. Non posso nemmeno pensarci, guarda, ho già mal di testa........

Baci

GPquellavera
utente anonimo

#43   04 Febbraio 2008 - 19:46
 
vorrei mandarti una cartolina Duch. Proverò con tutti gli studi illegali di milano. Occhio alla posta.

bentornato.
utente anonimo

#44   04 Febbraio 2008 - 20:32
 
la sala crociera è LA biblioteca di giurisprudenza dell'università statale di milano. chiunque l'abbia frequentata sicuramente ricorda:
- il freddo porco d'inverno;
- la luce soffusa (roba da perdere la vista)
- i personaggi che la popolano, dai classici "dinosauri" di 28 anni ma ancora lì che tanto paga papà, alle bibliotecarie (io ricordo solo "la terrorista", che leggeva il manifesto e metteva la giacca a vento. sempre);
- le pause di 15 minuti (30 se sei laureando. evvvaii!).
bei ricordi. bei tempi.
duchesne, magari, molto prima che tu diventassi duchesne, ci siamo anche incrociati...
utente anonimo

#45   04 Febbraio 2008 - 21:13
 
Ecco a cosa servono le segretarie ....
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#46   04 Febbraio 2008 - 23:11
 
duchesne! ma falli più corti, questi post, e chi li legge sennò?! ps mandala pure a me, la cartolina, la prossima volta. adoro anche io leggere posta.
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#47   05 Febbraio 2008 - 00:05
 
In Sala Crociera fa sempre freddo. Le tessere delle fotocopie non si smagnetizzano più, però le fotocopie costano parecchio.

utente anonimo

#48   05 Febbraio 2008 - 01:22
 
Oh, poverino...
Povera vittima...meno male che affronti le disgrazie con humour.
Meno male...
utente anonimo

#49   05 Febbraio 2008 - 10:00
 
a leggere i post ed i commenti sembrerebbe che chi lavora in uno studio illegale sia uno sfigato fotonico. ma non è così. va ricordaato che solo i migliori possono accedere a questi studi e che a differenza degli altri , gli illegali vengono retribuiti dal primo giorno di pratica, mentre tutti gli altri no. il problema poi non è degli studi illegali ma del sistema. tutti si laureano in legge e tutti vogliono un posto al sole. la grande quantità dell'offerta si scontra così con una domanda costante e fa sì che la vita e le retribuzioni siano pessime.
la riforma della professione dovrebbe partire dall'univesità (numero chiuso) e dall'accesso al praticantato (con tirocinio ed esami in itinere sul modello tedesco). con questi accorgimenti, tra 10 anni, si potrebbe incominciare a ragionare di qualità della vita e di professione decorosa.
utente anonimo

#50   05 Febbraio 2008 - 10:20
 
il modello tedesco non prevede esami in itinere, ma un esame di stato finita l'universita' (peraltro l'eame finale di laurea, con discussione della tesi, non esiste) e un altro, il famigerato Secondo Esame di Stato, alla fine della pratica. va poi detto che quest'ultimo permette non solo di esercitare come avvocato, ma anche di accedere alla carriera giudiziaria e notarile. quello che eviterei di copiare dal sistema tedesco, pero', e' il sistema di valutazione: ti giochi tutto specie al secondo esame, e se non prendi un voto alto (da vollbefriedigend a predikat) i grandi studi te li scordi. pensa a cosa potrebbe succedere in italia con un sistema simile. sull'accesso chiuso mi vedi contrarissimo. direi piuttosto: eliminare valore legale del titolo. allora poi vedi che dove ti sei laureato fa la differenza, e un 110 a Camerino non e' uguale ad un 110 a Milano.
utente anonimo

#51   05 Febbraio 2008 - 10:32
 
ma perchè? a me succede esattamente così..sia le trasferte sia i giorni ordinari nella mia città..ma ne vale davvero la pena? ma è davvero questo il lavoro adatto?sono sempre più disamorato
utente anonimo

#52   05 Febbraio 2008 - 10:34
 
Ringrazio sentitamento il sig. diesis 49 per avermi ricordato che sono tra i migliori (ed ovviamente il mio tono è sarcastico)... per il resto, mangierò la sua aria fritta con le salsiccie domani mattina per colazione.
Quanto a te Duch, grazie per la tua capacità di fare della simpatica ironia sulla mia, tua, nostra condizione... da quando sono arrivata a gotham city, avevo proprio bisogno di trovare il mio batman!
Bimba veneta
utente anonimo

#53   05 Febbraio 2008 - 10:34
 
Caro 50,
quello che sostieni nel tuo post va proprio nella direzione del sistema tedesco: esame finale uguale per tutti dove ti giochi tutto e dove non esiste la possibilità di laurearsi col massimo dei voti, rifiutando maggari i voti non belli e poter rifare gli stessi esami un numero imprecisato di volte. tieni infine conto che nel sistema tedesco è quasi impossibile avere laureati con lo stesso voto (esiste un massimo ma è praticamente imposibile da raggiungere e i voti sono così calibrati che anche un quarto di punto fa la differenza tra un laureato ed un altro). Qui da noi, oltr al discrimine tra ateneo ed ateneo, c'è una differenza enorme tra punteggio attribuito alla tesi (io stesso sono stato penalizzato in sede di laurea e mi sono visto superato da gente che partiva da una votazione più bassa ma che si è vista attribuire 8 punti di tesi).

Infine l'università tedesca prevede un solo esame finale di laurea e se non lo passi lo puoi ripetere una sola volta. se si facesse così anche in itaila, sai quanti "dinosauri" che si laureano a 28 anni sparirebbero?

Incominciamo da qui. Le elezioni in fondo sono a giorni...
utente anonimo

#54   05 Febbraio 2008 - 10:36
 
cara bimba veneta,
non direi che sei tra le migliori, visto che scrivi "mangierò"....
utente anonimo

#55   05 Febbraio 2008 - 10:43
 
bimba veneta,
ti consiglio una colazione più leggera, altrimenti oltre ad ingrassare poi ti addormenti anche sul due diligence report
utente anonimo

#56   05 Febbraio 2008 - 10:56
 
54, 55, forget about the "mangierò", secondo me una che si firma bimba veneta, mangia salsicce (o salsiccIe?!) a colazione e parla di gotham city è già, a prescindere, una f*§a spaziale. Bimbe venete di tutto il mondo, unitevi! [e se vi va male col Duke, col quale giustamente tutte voi vorreste provarci, ricordatevi di noi altri poveri tapini illegali che non saremo il Duke ma la pensiamo come lui][grazie Duke per farci vivere di luce riflessa].
non omnes arbusta iuvant
utente anonimo

#57   05 Febbraio 2008 - 11:05
 
Purtroppo le salsicce a colazione non le posso mangiare vista la gastrite che mi accompagna da anni, ovviamente ... e poi il tono era sarcastico.

IL. TONO. ERA. SARCASTICO (piccole iene striscianti incapaci di provar più alcun umano sentimento).

Una pacca sulla spalla,
Bimba neveta (si MTF, sono anche dislessica e allora?)
utente anonimo

#58   05 Febbraio 2008 - 11:37
 
dislessica? forse volevi scrivere disgrafica.
utente anonimo

#59   05 Febbraio 2008 - 12:02
 
cagate, cagate, cagate... ed io penso ai poveri clienti che si affidano agli avvocati d'affari pensando di avere a che fare con veri professionisti... inutili umani che fanno le cagate di qualsiasi categoria e che fatturano ai malcapitati clienti anche il tempo destinato a "giocare" in rete in modo più o meno simpatico... categoria decisamente sopravvalutata... MOLTO sopravvalutata...
Ciao Duchesne... tirati fuori da 'sto delirio... non mi sembra davvero che tu gli appartenga!
utente anonimo

#60   05 Febbraio 2008 - 12:08
 
o ma basta accanirsi su bimba veneta!!! eccheccavolo!
utente anonimo

#61   05 Febbraio 2008 - 12:20
 
Duch, non pensi che sia il caso di fare un post sulla "fatturazione"?
No, perchè chi non è del settore forse non lo sa, ma che un "Duch" (non partner) fatturi 100 ore o ne fatturi 1000 a fine mese sempre la stessa cifra gli spetta.

Certo, il cliente allo studio pagherà di più...ma al professionista di turno non gioverà la cosa (almeno, non da un punto di vista economico).

Qua non siamo liberi professionisti, ma non-liberi dipendenti.

Anonimo
utente anonimo

#62   05 Febbraio 2008 - 12:26
 
la nostra situazione è francamente drammatica. si uniscono gli svantaggi della libera professione (tipo, non tredicesima, non ferie stabilite, non malattia, POSSIBILITA' DI ESSERE CACCIATI IN QUALSIASI MOMENTO) a quella del dipendente (orari da rispettare, stipendio fisso).

MAledetta facoltà di giurisprudenza!!!!
utente anonimo

#63   05 Febbraio 2008 - 12:40
 
a proposito di fatturare...

Lawyer investigated for billing 30 hours a day

A Canadian lawyer is in trouble after being accused of charging a client for an impressive 30 hours' work in a single day.

Mobina Jaffer, who is also a Canadian senator, acted with her son Azool to defend Catholic missionary order the Oblates of Mary Immaculate against charges of sexual abuse in its schools. However, after being billed $6.7 million for work done between 2000 and 2004, the Oblates sacked the Jaffers and sued. The Jaffers settled out of court in December, but the Law Society of British Columbia is now investigating the senator.

According to reports filed by the Oblates, Jaffer once billed $13,000 for working 30 hours in one day. 27 of those hours were spent on preparing bills. Her son did rather better, billing 32.4 hours in one day, and during one week billed an average of 20 hours a day. They even managed to charge a total of $52,000 for, errr, compiling bills.

(da RollOnFriday)
utente anonimo

#64   05 Febbraio 2008 - 12:41
 
scansionare, no?
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#65   05 Febbraio 2008 - 13:18
 
scansionare e' un verbo della lingua italiana? io scansiono, tu scansioni...noi scansioniamo.
proprio bello
utente anonimo

#66   05 Febbraio 2008 - 13:21
 
56 veramente io ho proposto il matrimonio un po' a tutti gli anonimi, ma questi fanno orecchie da mercanti!

Ingrati.. e io che arrivo tutte le mattine con cornetto e caffè!

Mi ritiro nelle mie stanze!
Il caffè fatevelo da soli!








:D
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#67   05 Febbraio 2008 - 15:10
 
oggi al G.B. c'era il panino con la MORTAZZA! (le zampe di scimmia sono invece andate subito a ruba...)

Voi potete dire quello che volete ma io quando ero più giovane e passavo per vittorio emanuele alzavo la testa e mi chiedevo come cazzo si dovesse fare per entrare a lavorare (non incominciamo con le batutte su portieri, donne delle pulizie ecc., please) in uno di quei palazzi del centro. adesso che per il momento ci sono riuscito, vi confesso che sono contento. solo chi non ha prvato la provincia più nera non riesce ad apprezzare la condizione di privilegio di chi sta in centro a milano, l'unica vera città europea d'Italia
utente anonimo

#68   05 Febbraio 2008 - 15:23
 
@67 io ho provato la provincia del profondissimo sud e, in base a quel che scrivi, ho titolo per dirti che vivere a Milano è quanto di più prossimo alla depressione che io riesca ad immaginare
utente anonimo

#69   05 Febbraio 2008 - 15:25
 
Veramente la Costituzione parla di Roma...

ora non arrampichiamoci sugli specchi, dando chissà quali definizioni ad "europea"....


















Il caffè era buonissimo
v_v
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#70   05 Febbraio 2008 - 15:53
 
Roma, Milano? Europee? Direi che Milano, al massimo, può definirsi come "l'unica città non del tutto non europea d'Italia". Non parliamo di Roma. A me entrambe queste città piacciono molto, e penso che la più bella città tedesca, per dire, scompaia nel confronto con il più piccolo (storico) paesino italiano. Ma se parliamo di tutto il resto, tipo spazi verdi, trasporti (!!!), livello di inquinamento atmosferico e soprattutto sonoro, e persino luminoso, etc etc etc, l'Europa è molto, molto lontana. Per fortuna che, con l'ingresso dei 10+4, il metro di paragone si è un po' abbassato.
Per quanto riguarda poi le provincie del Grande Sud, io il sud lo amo. Si sta talmente bene, al sud, una volta che si è là, che si sopporta tutto. Se il sud fosse brutto, forse, spiacerebbe di meno che sia l'immondezzaio d'Italia e d'Europa (non mi riferisco solo ai fatti di Napoli: chi legge Saviano sa a che mi riferisco) e la gente di buona volontà se ne sarebbe andata da un pezzo. Invece si resiste, si resiste a tutto. Una tragica, masochistica gara a chi sopporta di più. Viva l'Italia.
utente anonimo

#71   05 Febbraio 2008 - 16:29
 
...perchè non stai al Sud allora?
utente anonimo

#72   05 Febbraio 2008 - 16:49
 
71: ma chi ha parlato di nord e sud?!

Oggi si parla di costituzione Europea e tuuuuuuuuuuuuuuu.. te ne esci ancora con questo spirito?!
Io ho nominato la Costituzione scherzando sulla Milano Europea di 67, 70 ha scritto "Viva l' Italia" ( cosa che in un Paese disfattista e che non si apprezza mai abbastanza come il nostro, è raro sentire) e tuuuuuuuuuuuuuuuuuuu.. tu, te ne esci con "perchè non stai al sud allora?"

Puoi abitare dove ti pare, ma sei indietro, eh!
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#73   05 Febbraio 2008 - 17:17
 
Oggi tira aria di rinascimento ( ... Viva l'Italia ...).

Cosa votano i professionisti Illegali in questo sfacelo? Negli studi Illegali si parla mai di politica?

(ci vorrebbe un post ad hoc, su quei simpatici personaggi che quando l'equity partner attacca il Silvio, si sporgono talmente a sx da volar fuori dalla finestra, e quando un altro equity partner dice "andassero a lavorare sti terroni" si lancia in un saluto romano che manco durante la Repubblica Sociale Italiana)

Best regards,
utente anonimo

#74   05 Febbraio 2008 - 17:21
 
AH.... la Sala Crociera ...

E la Sottocrociera? Non ne vogliamo parlare? Ha prodotto tanti di quei casi umani che attualmente popolano buona parte degli Studi Illegali.
utente anonimo

#75   05 Febbraio 2008 - 17:31
 
Una cosa io ho notato, tra i professionisti milanesi: tanti forzisti, e pochi, pochissimi che leggono i quotidiani.
Questa settimana, ben due articoli dell'Economist sull'Italia. Pagina 17:
"Italy has enough problems already: does it really need Silvio Berlusconi once again?"
E poi "There is not a glimmer hope that a returning Mr Berlusconi would prove a better bet than Mr Prodi. Judging by his record, he might be worse (...). Mr Berlusconi has made clear that his first priority would again be to protect his own interests (...). However successful he has been in business, he remains unfit for the job he covets. Poor Italy".

Again.
utente anonimo

#76   05 Febbraio 2008 - 17:32
 
..confermo, nel mio studio illegale la maggioranza degli equity partner sono ultrasinistri. Nulla di male per carità, ma poi si incazzano se il governo di sinistra da loro votato alza le tasse...
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#77   05 Febbraio 2008 - 17:33
 
L'Economist è finanziato dalle Toghe Rosse.
utente anonimo

#78   05 Febbraio 2008 - 18:08
 
il discorso è sempre lo stesso, ossia l'erba del vicino è sempre più verde, ma vi assicuro che trainee quale sono io,laureato da 4 mesi che guadagna 500 euro lordi al mese, il fatto di essere in un piccolo studio, dove "si formano i veri avvocati" fa girare le palle.
Perchè se è vero che il ho weekend libero e la sera posso andare a fare l'aperitivo, io purtroppo non i soldi per farmi l'aperitivo o per andare via il weekend, sono come uno studente solo con molte responsabiltà in più. e lo stesso vale per i miei colleghi che sono avvocati in studi piccoli, c'è il tempo ma non i soldi.
penso dunque che forse sarebbe meglio farsi due ore di lavoro in piu al giorno e magari, con atteggiamento da cazzone che spreca e basta i propri soldi, spenderli per un ipod nuovo piuttosto che per una tv al plasma che poi non userai mai, piuttosto che lavorare un po di meno è spaccarsi i coglioni in casa il weekend
utente anonimo

#79   05 Febbraio 2008 - 18:08
 
per favore, 75, non usare questo blog per intavolare la solita discussione antiberlusconiana, che non se ne sente proprio il bisogno. un conto è ragionare su cosa votano gli equity partners, come qualcuno qui ha proposto, un altro è sfruttare il blog per copiare gli articoli dell'economist e per dire che chi non vota dalla tua stessa parte non legge i giornali.
mi sembra un discorso totalmente fuori luogo, qui dentro.
utente anonimo

#80   05 Febbraio 2008 - 18:17
 
scusa 79, ma di chi è la colpa se siamo ancora, nel 2006, a parlare di berlusconi? forse anche di chi non legge l'economist...
utente anonimo

#81   05 Febbraio 2008 - 18:22
 
#78: "piuttosto che" significa "preferibilmente rispetto a", non "o". Il credente dice "seguo Cristo piuttosto che Satana"; il maschio eterosessuale dice "scopo le donne piuttosto che gli uomini". Usare "piuttosto che" in quel modo, come purtroppo fanno legioni di professionisti, sarebbe da sanzionare con la radiazione dall'albo.
Il Purista
utente anonimo

#82   05 Febbraio 2008 - 18:41
 
#81 grazie per la segnalazione
utente anonimo

#83   05 Febbraio 2008 - 18:44
 
bravo 79, fai capire a chi sta in centro a milano e guadagna magari 2.000 euro al mese, i loro veri privilegi. non tutti sono figli di papà e vivere con 500 euro al mese a 26 anni è francamente umiliante.
utente anonimo

#84   05 Febbraio 2008 - 18:47
 
Mi sembra un post un po' malinconico,Duke...
Comunque é vero, i pc stanno decisamente rovinando il mondo!

Vidran
utente anonimo

#85   05 Febbraio 2008 - 18:53
 
#83 io poi pebso di parlare a ragion veduta visto che ho provato anche il grande studio facendo uno stage in uno studio di quelli a destra. Non c'è paragone, io se uscivo alle 21 mi pagavano il taxi fino a casa, qui dove sono adesso non mi danno neanche la bottiglietta dell'acqua.
sono due mondi troppo diversi, ed entrambi secondo me sono delle storture, ma tra i due i sceglierei di corsa il grande studio, anche perchè non ci dimentichiamo che se ti fai due anni in uno piccolo dopo rimani nel giro dei piccoli e se invece ti fai 6 mesi in uno grande i piccoli fanno la coda per prenderti.

ps non c'è uno studio illegale che cerca un praticante? tesi in diritto commerciale 103 come voto, inglese ok. fatemi sapere
utente anonimo

#86   05 Febbraio 2008 - 18:55
 
A Purista #81:

Il primo "piuttosto che" di #78 è scorretto, il secondo è corretto.

Dubito peraltro che il maschio totalmente eterosessuale possa sostenere "scopo le donne piuttosto che gli uomini"; dovrebbe limitarsi a un "scopo le donne" e basta, a meno di non voler prestare il fianco ad una accusa di bisessualità.

Ciò per amor di precisione.
utente anonimo